Per anni la conversazione su Performance Max è stata la stessa: gli inserzionisti chiedevano trasparenza, Google rispondeva con insight aggregati. Nel 2026 quella conversazione è cambiata, perché i dati sono effettivamente arrivati. E come capita quando si ottiene ciò che si chiedeva, il problema si è spostato: non è più "non vedo niente", è "vedo dei numeri e non so cosa farci".

Cosa è arrivato davvero

Channel performance

Una pagina dedicata mostra come la campagna sta erogando attraverso i canali di Google: Search, Shopping, Display, YouTube, Discover, Gmail e Maps. Da gennaio 2026 la funzione è disponibile su tutti gli ID cliente, con segmentazione della rete di ricerca dei partner. Per la prima volta è possibile rispondere alla domanda "dove è finito il mio budget" senza doverla dedurre.

Termini di ricerca e report sugli asset

Il report completo dei termini di ricerca e un report sugli asset più dettagliato, con tutte le metriche per singolo asset, hanno chiuso le due lacune più citate dagli inserzionisti.

Controlli, non solo visibilità

  • Negative keyword a livello di campagna, con limiti più alti per i search theme.
  • Esclusioni di brand, per tenere fuori marchi propri o di terzi.
  • Esclusioni di pubblici di prima parte: si possono escludere liste clienti specifiche, per esempio chi ha già acquistato o chi è già cliente in abbonamento.
  • Impostazione "Partners" in alpha: interruttori indipendenti per la rete di ricerca dei partner e per la rete Display, storicamente la richiesta più insistente.

Come leggere il report per canale senza sbagliare

La trappola. Il report per canale è un report di erogazione, non di causalità. Dice dove sono state mostrate le impressioni e dove sono state attribuite le conversioni secondo il modello di attribuzione in uso. Non dice che spostando quel budget su un altro canale otterresti lo stesso risultato, né che spegnendo un canale i suoi effetti sparirebbero senza toccare gli altri.

L’uso corretto è diagnostico. Tre domande a cui il report risponde bene:

  1. La composizione del mix è coerente con l’obiettivo? Una campagna che dovrebbe raccogliere domanda esistente e che eroga in larga parte su Display sta facendo un lavoro diverso da quello che le hai chiesto. Non è necessariamente sbagliato, ma va saputo.
  2. La rete di ricerca dei partner sta assorbendo una quota anomala? Ora è segmentabile, quindi verificabile.
  3. Il mix è cambiato senza che io abbia cambiato nulla? Un confronto mese su mese del mix per canale è uno degli allarmi precoci più affidabili su una campagna che sta derivando.

Tre domande a cui il report non risponde

  • Quanto valore incrementale ha prodotto YouTube. Per quello serve un test di incrementalità, non un report.
  • Se Display sta "rubando" conversioni a Search. È una domanda di attribuzione, non di erogazione.
  • Quale asset ha convinto l’utente. Il report sugli asset dice cosa ha performato, non cosa ha persuaso.

Le decisioni che questi dati autorizzano davvero

OsservazioneDecisione sbagliataDecisione sensata
Molta spesa su Display, poche conversioni"Spegnere Display"Rivedere gli asset visivi e i segnali di pubblico; verificare le esclusioni di posizionamento
Termini di ricerca irrilevanti ricorrentiLista negativa di centinaia di terminiPoche negative mirate a livello di campagna, più esclusioni di brand dove il tema è di marca
Quota rilevante da rete di ricerca dei partnerConcludere che è traffico spazzaturaSegmentare, confrontare CPA e tasso di conversione, poi decidere con i dati
Molte conversioni da clienti esistentiAlzare il target ROASEscludere le liste di clienti esistenti e misurare l’acquisizione nuova
Un gruppo di asset domina la spesaDividere in dieci gruppi di assetVerificare che i gruppi riflettano differenze reali di margine o di intento

L’esclusione di pubblici che quasi nessuno usa

Tra tutte le novità, quella con l’impatto economico più immediato è la meno spettacolare: poter escludere liste di clienti di prima parte. In moltissimi account — abbonamenti, ecommerce con alta frequenza di riacquisto, servizi B2B con ciclo lungo — una quota significativa delle conversioni attribuite a Performance Max proviene da persone che avrebbero comprato comunque.

Escluderle non migliora i numeri nel report: li peggiora. Il ROAS scende, il CPA sale. Ma i numeri che restano descrivono acquisizione vera, e le decisioni prese su quei numeri sono decisioni sulla crescita e non sulla contabilizzazione della domanda esistente. È uno dei pochi casi in cui la cosa giusta da fare peggiora la dashboard.

Se hai un feed, il feed è metà della campagna

Per le Performance Max con feed di prodotto, la leva più potente non è nelle impostazioni: è nella qualità dei dati che passi. Titoli, attributi, immagini e disponibilità determinano su quali query sei idoneo e come vieni rappresentato. Ne abbiamo scritto in dettaglio nell’articolo sulla specifica dei dati di prodotto 2026, che elenca anche le scadenze da mettere in calendario.

Checklist di revisione trimestrale

  1. Confronta il mix per canale con il trimestre precedente e annota ogni variazione superiore a dieci punti.
  2. Segmenta la rete di ricerca dei partner e valutane CPA e tasso di conversione separatamente.
  3. Rileggi i termini di ricerca cercando i temi, non i singoli termini: le negative si aggiungono per famiglia.
  4. Verifica che le liste di clienti esistenti siano escluse dove l’obiettivo è acquisizione.
  5. Controlla che ogni gruppo di asset corrisponda a una differenza reale di margine, di intento o di pubblico.
  6. Se hai un feed, controlla gli errori e gli avvisi in Merchant Center prima di toccare qualsiasi impostazione di campagna.

La trasparenza è arrivata: la parte difficile, come sempre, è la disciplina nel leggerla. Se vuoi una lettura esterna del tuo account con questo metodo, l’analisi gratuita include esattamente questa revisione. Vedi anche i servizi e i risultati.