C’è una gerarchia poco intuitiva nell’advertising per ecommerce: la modifica di una strategia di offerta sposta i risultati di qualche punto percentuale, mentre un attributo di feed sbagliato può togliere dalla circolazione un terzo del catalogo. La seconda cosa fa molte meno notizia della prima.
Il 2026 ha portato un aggiornamento sostanziale della specifica dei dati di prodotto, con una serie di scadenze che vale la pena mettere in calendario prima che diventino urgenti.
Le scadenze, in ordine
- Marzo 2026 ID prodotto separati richiesti per gli articoli che differiscono tra versione online e in negozio.
- 14 aprile 2026 Pubblicato l’aggiornamento della specifica dei dati di prodotto.
- 30 giugno 2026 Entrano in vigore alcune delle modifiche della specifica.
- Settembre 2026 Le policy di Shopping ads e delle schede gratuite vengono consolidate in un unico insieme di regole.
- 31 gennaio 2027 La risoluzione minima delle immagini sale a 500×500 pixel.
Immagini: la scadenza con l’impatto più ampio
Dal 31 gennaio 2027 la risoluzione minima richiesta sale a 500×500 pixel, con l’intenzione dichiarata di applicare progressivamente lo standard a tutte le categorie e a tutti i metodi di marketing. Merchant Center ha iniziato a mostrare avvisi per le immagini sottodimensionate già nel 2026; per ora quegli avvisi in genere non impediscono la comparsa nelle Shopping ads o nelle schede gratuite.
Perché non è un problema banale. Su un catalogo storico, le immagini sotto soglia sono raramente distribuite in modo casuale: si concentrano sui prodotti più vecchi, spesso caricati con standard diversi. Ricostruirle non è un lavoro di feed, è un lavoro di produzione fotografica o di ri-elaborazione, con tempi che non si comprimono. Diciotto mesi sembrano tanti finché non si scopre che riguardano quattromila SKU.
Il modo giusto di affrontarla è iniziare dall’inventario: esporta il catalogo con le dimensioni delle immagini, ordina per contributo al fatturato e affronta prima i prodotti che generano ricavi. Un catalogo lungo si sistema per priorità, non per completezza.
ID prodotto: separati solo quando serve
Da marzo 2026 Merchant Center richiede ID separati per gli articoli che differiscono tra versione online e in negozio. La regola è più sfumata di come viene spesso riportata: servono ID separati solo quando gli attributi differiscono davvero. Se prezzo, disponibilità, condizione e gli altri attributi coincidono su tutti i canali, un unico ID multicanale resta valido.
Il caso tipico che richiede la separazione è il retailer che pratica prezzi diversi in negozio, o che tiene disponibilità distinte per il ritiro. Chi vende solo online non è toccato.
Le altre modifiche della specifica
| Modifica | Cosa comporta |
|---|---|
| Controlli di spedizione a livello di prodotto | Regole di spedizione più granulari, utili per cataloghi con logistiche eterogenee |
| Nuovo attributo video | Possibilità di associare video ai prodotti nel feed |
| Rimozione di energy_efficiency_class | Gli attributi legati alla classe di efficienza energetica non sono più previsti |
| Modifiche a pickup_method | Riguarda gli annunci di inventario locale |
| Nuove linee guida sul prezzo con rateizzazione | Regole più precise quando il prezzo è combinato con informazioni di finanziamento |
L’attributo video è quello che merita più attenzione strategica. Non è un requisito, è un’opportunità: in un contesto in cui i formati generativi costruiscono risposte a partire dai dati di prodotto — un tema che abbiamo trattato parlando di annunci in AI Mode — ogni attributo aggiuntivo è materiale in più che il sistema può usare per rappresentarti.
Il feed è la creatività, non l’allegato tecnico
Vale la pena ripeterlo perché nella pratica quotidiana si dimentica: in Performance Max e in Shopping, quello che c’è nel feed determina su quali query sei idoneo, come vieni descritto e quanto sei convincente. Titolo e descrizione del prodotto sono copy pubblicitario, non metadati.
Tre interventi che nella nostra esperienza spostano i numeri più della maggior parte delle modifiche di campagna:
- Titoli strutturati per intento. Marca, tipologia, attributo distintivo, variante. Un titolo che replica il nome interno del prodotto è idoneo per meno ricerche.
- Attributi opzionali compilati. Materiale, colore, taglia, fascia d’età, genere: ogni campo popolato aumenta le combinazioni di query per cui sei pertinente.
- Disponibilità e prezzo aggiornati con frequenza. Le disallineature generano disapprovazioni e sprecano budget su prodotti che non puoi vendere.
Checklist operativa
- Esporta il catalogo con le dimensioni delle immagini e stima quanti prodotti sono sotto 500×500.
- Ordina quei prodotti per contributo al fatturato e pianifica il rifacimento per priorità.
- Verifica se il tuo caso richiede ID prodotto separati: solo se gli attributi differiscono davvero fra canali.
- Rileggi la specifica aggiornata per gli attributi che usi, con attenzione a spedizione e prezzo.
- Controlla la diagnostica di Merchant Center e affronta prima gli errori, poi gli avvisi.
- Rivedi i titoli dei prodotti che generano la maggior parte del fatturato: è il singolo intervento con il miglior rapporto tra sforzo e risultato.
- Metti in calendario settembre 2026 per rileggere le policy consolidate.
Se vendi online e non sei sicuro di dove sia messo il tuo feed rispetto a queste scadenze, l’analisi gratuita include una revisione di catalogo e diagnostica. Vedi anche cosa copriamo per l’ecommerce e i risultati.