Gli annunci adattabili della rete di ricerca, gli RSA, sono il formato testuale standard delle campagne Search da anni, eppure la maggior parte di quelli che apriamo negli audit ha lo stesso difetto: quindici titoli che dicono la stessa cosa in quindici modi. Il sistema combina, ruota e misura, ma se il materiale è omogeneo non c’è nulla da imparare. Il risultato è un annuncio con l’efficacia “Eccellente” e un CTR identico a quello di un annuncio scritto in cinque minuti.

Questa guida parte dalla meccanica, passa per le tre leve che controlli davvero — cosa scrivi, cosa fissi, cosa misuri — e chiude con il flusso di lavoro che usiamo per testare il copy in un contesto in cui, con AI Max, anche Google scrive una parte degli annunci.

Come funziona un RSA, senza miti

Un annuncio adattabile accetta fino a 15 titoli da 30 caratteri e fino a 4 descrizioni da 90 caratteri, più due campi percorso da 15 caratteri per l’URL visualizzato. A ogni asta il sistema compone un annuncio con al massimo 3 titoli e 2 descrizioni, scegliendo la combinazione che stima più adatta a quella ricerca, a quel dispositivo, a quel contesto. Il terzo titolo e la seconda descrizione non vengono sempre mostrati: dipende dallo spazio disponibile.

Due conseguenze pratiche che vengono spesso ignorate:

  • Ogni titolo deve reggersi da solo. Non sai quale titolo comparirà accanto a quale altro, né in che ordine. Un titolo che ha senso solo come seguito di un altro è un titolo sbagliato.
  • La descrizione 1 fa quasi tutto il lavoro. È quella che si vede di più. Se hai un messaggio che deve arrivare, non affidarlo alla descrizione che rischia di non comparire.

Fino a tre RSA attivi per gruppo di annunci sono possibili, ma nella gran parte degli account uno o due ben costruiti bastano: moltiplicare gli annunci divide le impressioni e allunga i tempi per arrivare a qualsiasi lettura affidabile.

Scrivere varietà vera, non parafrasi

Il sistema può scegliere solo tra le opzioni che gli dai. Se i titoli sono “Consulenza Google Ads”, “Consulenti Google Ads esperti” e “La tua consulenza Google Ads”, hai tre asset e un’idea sola. Il modo più semplice per evitare il problema è scrivere per categorie di messaggio, non per quantità.

CategoriaCosa rispondeQuanti titoli, indicativamente
Pertinenza con la ricerca“Sono nel posto giusto?”3-4, con le keyword principali del gruppo
Proposta di valore“Perché voi e non altri?”3-4, ciascuno con un argomento diverso
Prova“Perché dovrei crederci?”2-3: numeri verificabili, certificazioni, anni di attività
Offerta e condizioni“Cosa ottengo e a che prezzo?”2-3: prezzo, spedizione, prova, garanzia
Invito all’azione“Cosa faccio adesso?”2: azioni diverse, non sinonimi

Una verifica rapida: prendi tre titoli a caso dalla lista e leggili come se fossero l’unico annuncio che vedi. Se non riesci a distinguere l’annuncio da quello di un concorrente, i titoli sono generici. Se due titoli su tre dicono la stessa cosa, sono ridondanti.

Lunghezze diverse, funzioni diverse

Non tutti i titoli devono usare 30 caratteri. Un titolo corto (“Preventivo in 24 ore”) si combina meglio con altri e lascia spazio a un titolo lungo e specifico. Lo stesso vale per le descrizioni: una che amplia la proposta di valore, una centrata sull’offerta, una che risponde all’obiezione principale, una con la prova. Quattro descrizioni con quattro funzioni, non quattro riformulazioni.

Un errore frequente. Inserire la keyword in tutti i 15 titoli per “migliorare la pertinenza”. La pertinenza si ottiene con 3-4 titoli coerenti con la ricerca; gli altri 11 servono a far scegliere il tuo annuncio, non a ripetere la query. Ne abbiamo parlato anche nella guida al punteggio di qualità: la pertinenza dell’annuncio si gioca sul tema del gruppo, non sulla ripetizione.

Quando il pinning aiuta e quando fa danni

Il pinning fissa un titolo o una descrizione in una posizione specifica. È uno strumento legittimo, ma quasi sempre viene usato per il motivo sbagliato: la sensazione di controllo.

Quando ha senso

  • Vincoli legali o regolamentari. Un’avvertenza obbligatoria, un’informativa di prodotto finanziario, una dicitura che deve comparire sempre.
  • Vincoli di brand. Il marchio deve comparire in posizione 1 in ogni combinazione, per scelta aziendale documentata.
  • Un messaggio che, se manca, rende l’annuncio fuorviante. Per esempio una condizione dell’offerta senza la quale il titolo promozionale promette qualcosa che non è vero.

Quando fa danni

Fissare un solo titolo in posizione 1 significa che quella posizione non ruota mai: il sistema ha a disposizione le combinazioni solo per le posizioni 2 e 3. Fissare tutto, titoli e descrizioni, trasforma un RSA in un vecchio annuncio di testo espanso con più passaggi burocratici. Il sistema non ha più nulla da ottimizzare, e l’efficacia dell’annuncio scende di conseguenza — questa volta con ragione.

Il compromesso che usiamo. Quando serve un vincolo sulla posizione 1, fissiamo due o tre titoli diversi sulla stessa posizione: tutti rispettano il vincolo (per esempio contengono il marchio), ma il sistema può ancora scegliere quale mostrare. È quasi sempre possibile, e mantiene la rotazione dove conta di più.

Cosa significa l’efficacia dell’annuncio, e cosa no

L’efficacia dell’annuncio — Scarsa, Media, Buona, Eccellente — è un controllo di buone pratiche: guarda quanti asset hai inserito, quanto sono diversi tra loro, se includono le keyword principali, quanto usi il pinning. Google lo scrive esplicitamente: la valutazione non influisce direttamente sull’idoneità dell’annuncio alla pubblicazione. Non entra nel ranking dell’annuncio e non entra nel punteggio di qualità.

Questo non significa che vada ignorata. Significa che va letta per quello che è: una checklist automatica in fase di scrittura, non un giudizio sul rendimento. I casi tipici in cui non è il segnale giusto:

  • Un annuncio con pinning motivato da vincoli legali avrà un’efficacia più bassa di uno senza vincoli. Rimuovere il pinning per “salire di livello” è un errore.
  • Un annuncio “Media” può avere il CPA migliore del gruppo. Se succede, la metrica che decide è il CPA, non il semaforo.
  • “Eccellente” si raggiunge anche con asset mediocri purché siano tanti e diversi tra loro nelle parole. Diversi nelle parole non vuol dire diversi nel significato.

La regola pratica: punta a “Buona” come soglia minima di igiene, e da lì in poi lascia decidere le conversioni.

Leggere il report sugli asset e le combinazioni

Per anni l’unico riscontro sui singoli asset erano le etichette di rendimento (Migliore, Buono, Basso), utili come orientamento e poco altro. Dal 2025 il report sugli asset mostra per ogni titolo e descrizione impressioni, clic e conversioni. È un passo avanti vero, a patto di sapere come sono attribuite.

Le metriche sono assegnate a ogni asset presente in un’impressione. Se un annuncio mostra tre titoli e due descrizioni, quella singola impressione — e l’eventuale clic, e l’eventuale conversione — vengono conteggiati per tutti e cinque gli asset. Conseguenze:

  1. Non sommare le colonne. La somma delle conversioni degli asset non è il totale delle conversioni dell’annuncio.
  2. Un asset può “vincere” per compagnia. Un titolo mostrato spesso accanto a un titolo molto forte eredita parte del merito.
  3. Le impressioni dicono anzitutto cosa sceglie il sistema. Un titolo con pochissime impressioni dopo settimane è un titolo che il sistema ha già scartato: è un candidato alla sostituzione anche senza guardare il CTR.

Il report sulle combinazioni completa il quadro: mostra quali insiemi di titoli e descrizioni sono stati effettivamente pubblicati e con che frequenza. È il modo più rapido per vedere l’annuncio che le persone leggono davvero, e spesso rivela che il messaggio su cui hai investito più tempo compare di rado.

Una lettura di esempio. Due titoli sulla proposta di valore: A con 12.000 impressioni e un tasso di conversione per clic del 6%, B con 900 impressioni e un tasso dell’8%. B non è “migliore”: con 900 impressioni e poche decine di clic la differenza è compatibile con il caso, e il sistema sta già mostrando di preferire A. La mossa corretta è sostituire B con un’idea diversa, non fissarlo.

RSA e AI Max: personalizzazione del testo ed espansione degli URL

Con AI Max per le campagne Search il perimetro dell’annuncio cambia. La personalizzazione del testo genera titoli e descrizioni aggiuntivi, da combinare con quelli che hai scritto, partendo dal tuo dominio, dalla landing page, dagli annunci esistenti e dalle keyword del gruppo. La final URL expansion può scegliere una pagina di destinazione diversa da quella impostata, e richiede che la personalizzazione del testo sia attiva: se la pagina cambia, gli asset scritti per la pagina originale potrebbero non essere più pertinenti.

Cosa cambia per chi scrive il copy:

  • I tuoi asset diventano il materiale di partenza. Il sistema li usa per capire tono e argomenti. Asset generici producono varianti generiche.
  • Il sito diventa copy. Una promozione scaduta rimasta su una pagina, un claim non più approvato, un prezzo vecchio: tutto è materiale potenziale. Prima di attivare AI Max si ripuliscono le pagine, non gli annunci.
  • Le linee guida di testo sono lo strumento di controllo. Esclusioni di termini (parole o frasi da non usare mai) e restrizioni sui messaggi in linguaggio naturale (per esempio “non indicare prezzi” o “non promettere risultati garantiti”). Vanno scritte prima dell’attivazione.
  • Il report sugli asset distingue la fonte. Controlla regolarmente gli asset generati: quelli che non rispettano il brand si rimuovono, e il motivo diventa una nuova restrizione.

Se la final URL expansion porta traffico su pagine diverse, anche il copy migliore rende quanto la pagina su cui atterra: vale quanto scritto sull’esperienza sulla pagina di destinazione.

Un flusso di lavoro per testare il copy

Il test del copy con gli RSA non è più un confronto tra due annunci identici tranne una riga. È un ciclo di sostituzione guidato dai dati, che funziona se si rispettano i tempi.

  1. Scrivi per categorie. 12-15 titoli distribuiti sulle cinque categorie, 4 descrizioni con quattro funzioni. Pinning solo dove c’è un vincolo reale.
  2. Aspetta volume, non giorni. Prima di giudicare un asset servono migliaia di impressioni sul gruppo di annunci e qualche decina di conversioni. Nei gruppi piccoli, ragiona a livello di campagna o accorpa.
  3. Leggi prima le impressioni, poi le conversioni. Gli asset quasi mai scelti si sostituiscono per primi. Poi, tra gli asset con volume paragonabile, guarda CTR e tasso di conversione.
  4. Sostituisci al massimo 2-3 asset per ciclo. Cambiare mezzo annuncio azzera la lettura: non saprai quale modifica ha prodotto l’effetto.
  5. Sostituisci con un’idea nuova, non con una parafrasi. Se un argomento non funziona, prova un argomento diverso della stessa categoria.
  6. Per domande importanti, usa un esperimento. Se vuoi sapere se un’offerta diversa o un posizionamento diverso cambiano il risultato, un esperimento con suddivisione del traffico risponde meglio del report sugli asset.
  7. Tieni un registro. Data, asset sostituiti, motivo. Tra sei mesi è l’unica memoria di cosa è già stato provato.

È il lavoro che facciamo nelle nostre analisi gratuite: prima di scrivere nuovi annunci guardiamo quali asset il sistema sta già scartando e perché. Puoi vedere come lavoriamo sulle campagne Search e le risposte alle domande più frequenti nelle FAQ del sito.